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Pro Letteratura e Cultura

Trentasette pensieri poetici (2020-21) di Daniela Ferraro

19 Giugno 2021, 12:25pm

Pubblicato da Emanuele Marcuccio

Trentasette pensieri poetici

di Daniela Ferraro

 

Sonnecchiavano ancora le ultime stelle e già l’alba gelava il firmamento. Una croce di neve a cui appendere l'unica vuota speranza e si riprendeva, amici solo a noi stessi – un po' per pietà, un po’ per affezione – a guardare dentro uno spento cristallo quella che ancora chiamavamo vita.

 

Ormai viviamo così, sotto un cielo sempre più pesante sforzandoci di decifrare il gioco delle nuvole.

 

Dove sono le serene lampade di una volta? Questa luce accecante ha colori di tenebra.

 

Erano mostri e si fingevano uomini. Stringete sul viso la maschera di ferro, i mostri amano gli schiavi folli!

 

Quadro di Tamar Modebadze

E preferire ancora il sogno vuoto all’incubo – quale gaiezza in qualche nuova bugia creativa! – E si continua ad andare, sgonfie le vele, sopra un mare in burrasca.

 

Il suono stridulo della TV. Le immagini variopinte che frugano, aguzze e suadenti, dentro le case. L’universo è vuoto. Nel vuoto, il crollo dell'anima.

 

Avete intorbidato i placidi flutti dei nostri sogni, di qua la riva è rumorosa e nera.

 

Mai ci trovi, la tirannia della Notte, con l’anima già moribonda di luce!

 

E infiamma anche quest’ultimo crepuscolo. Senza gaiezza, sale in cielo la luna. L’ultima bugia che crepita dietro una nube fumosa.

 

Squarciato ormai il comune senso delle cose, si spera di sopravvivere anche da morti.

 

Quadro di Théodore Géricault

Sentirsi naufraghi in un mondo tutto mare.

 

Ancora più pesante della paura è la disperazione dell’anima dispogliata della propria libertà.

 

E dalla botola aperta venne fuori il Pianto ad inumidire le asciutte piaghe del giorno.

 

La luna che languisce tra le nuvole. Offuscata è la Libertà. Un fruscio d’erba secca dentro l’anima.

 

Mi stringo alla gronda di questo tetto di stelle. Tra la greve caligine si spengono gli animi indifferenti.

 

Quadro di Donatella Marraoni

Liquidi pensieri – il sonno tarda a venire – Il fiume impetuoso che rallenta, riprende fiato – sosta? –
Mi appiglio al primo sogno, non importa quale.

Prolungheranno il più possibile il buio perché tu dimentichi quanto sia luminoso il giorno.

 

Quadro di Pablo Picasso

Un dio distratto, forse, ci ha fatto ciechi o siamo scivolati via dalle sue mani prima che potesse infondere in noi un po’ più di saggezza?

 

Pigra languisce la luna dentro sbuffi di nuvole. Se solo il vento si tacesse, potrebbe ascoltare le nostre anime sonore.

 

La Verità trafitta da turbini di parole. Indecifrabile il gioco delle fiamme.

 

Quante gocce di paura saranno inoculate e quante gocce di vita gradualmente sottratte finché non si compirà il Grande Inganno?

 

Quadro di Tesauro Art

Questa lunga notte appare ormai senza confini, mute anche le profezie delle stelle. Gli schiavi blindano le porte massicce.

 

Quadro di Tesauro Art

C’è una bellezza tremenda in questo stare talmente stretti nella comune miseria da non riuscire più neppure a toccarci.

 

E c’era solo da vivere aspettando in quieto insieme la morte senza invece fare subito a gara su chi fosse capace di gridare più forte.

 

Tocchi alla porta. Era la sua anima. Non si riconobbero.

 

Quanti macigni dovremmo rimuovere perché il pensiero diventi più lieve?

 

Quadro di Tesauro Art

Avremmo dovuto chiedere una goccia di vita in più – che cosa sarebbe mai un altro secolo di fronte al mare dell'immensità? – per potere avere il tempo di rinsavire dopo tanta lunga, prolungata follia.

 

Quadro di Tamar Modebadze

Questo mondo fin troppo spesso mi appare come l'orma roboante del diavolo.

 

Non ci siamo accorti della caduta del firmamento fino a quando non ha cominciato a gravarci sul petto.

 

Aspettavamo la Parola. È arrivato un Grido. Il nostro.

 

Si può riuscire ad alleggerire l’errore o le spalle sono ormai troppo ricurve?

 

Quadro di Tamar Modebadze

Abbiamo navigato in lungo e in largo per il mare sconfinato della conoscenza senza mai prestare attenzione al mostro che cresceva dentro di noi.

 

Com’era fragile la nostra dimora! È bastata una mesta menzogna per rovinarne le mura lasciandoci inermi nella tormenta.

 

Quando la notte s’inazzurra di sogni, anche a noi schiavi è concesso un pezzetto, fugace di immortalità.

 

Ci si muove tra legnose ed ambigue parvenze in continuo, subdolo armeggio. La Verità è buia. Ovunque è un brivido di Apocalisse.

 

A che scopo agitarsi ancora? È tutto già perfettamente ordinato. La Notte rivendica i suoi foschi diritti, le trame ben tese sopra il placido Vuoto.

 

Si attende una piumata speranza che ci faccia volare di nuovo in alto.


Daniela Ferraro

 

 

Pubblicati su autorizzazione dell’autrice Daniela Ferraro che ha dichiarato, sotto la propria responsabilità, di essere proprietaria dei diritti sul relativo testo e che la pubblicazione su questo blog è consentita dietro la propria autorizzazione. La pubblicazione – in forma integrale o di stralci – senza corretta attribuzione non è consentita, in assenza del permesso dell’autrice. Le immagini a corredo di ciascun pensiero sono pubblicate a fini culturali e non commerciali.


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