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Pro Letteratura e Cultura

“Vaghi rai fulminei”, poesia di Emanuele Marcuccio

14 Febbraio 2014, 13:19pm

Pubblicato da Emanuele Marcuccio

 

Una poesia di qualche anno fa. Con questa e un'altra, nel mio piccolo e insieme agli altri autori presenti, ho contribuito ad aiutare il piccolo Emanuele Lo Bue.

Scritta la notte del sei luglio 2008 e liberamente ispirata alla figura di Lucia de I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, immaginando Renzo che si fa poeta per amore della sua Lucia.

La poesia è riedita nella mia seconda raccolta di poesie, Anima di Poesia, (TraccePerLaMeta, 2014) con l'aggiunta della dedica in esergo.

 

 

 

 

 

 

 

 

Vaghi rai fulminei1

 

 

... per amore di Lucia

 

 

Vaghi rai fulminei

si accostano alle cortine

tremanti di luce.

Capelli neri e vergognosi

colpiscono i passanti.

Gli occhi tremanti

avanzano per la strada

e si coprono e si chiudono.

Le morbide onde

voglio accarezzare e naufragare

nell’incanto dei tuoi occhi,

nel soffio dorato del tuo sorriso:

nell’immenso mare calmo

e sospiroso e bello.

 

6 luglio 2008

 

 

 

 

Immagine pubblicata a fini esclusivamente culturali e non commerciali. I diritti (Copyright ®), ove esistenti, sono riservati ai legittimi proprietari.

 

 

1 Emanuele Marcuccio, Anima di Poesia, TraccePerLaMeta Edizioni, 2014. Già edita in AA.VV., Poesia e Vita, Rupe Mutevole, 2009.

Una prosa lirica originale, un'istantanea della più bell'acqua, che, con linguaggio personale, riverbera nello spirito i toni amorosi del Canzoniere petrarchesco.
Abile, ben legato, l'inserimento al primo verso di una citazione manzoniana.

Luciano Domenighini

Una lirica con incredibile musicalità di versi, eccelsa similitudine per lo sguardo innamorato che folgora per esprimere amore, seppur vergognoso. Parole scelte con cura che descrivono con intensità il sentimento dell'amore pieno e puro.

Susanna Polimanti

Di questo componimento colpisce, oltre al contenuto, tutta la struttura retorico-lessicale: accanto alla terminologia di impronta petrarchesca-dellacasiana, segnalo l'uso massiccio dell'enjambements (cortine / tremanti; gli occhi tremanti / avanzano; naufragare /nell'incanto) e del sostantivo definito dal binomio aggettivale (capelli neri e vergognosi; immenso mare calmo), in linea col primo verso manzoniano. Inoltre, notevole è il polisindeto usato per distendere l'ultimo verso e legare i due aggettivi (simile al verso in cui il polisindeto lega due verbi: e si coprono e si chiudono).

Francesco Martillotto

Molto bello il richiamo agli occhi chini del Napoleone manzoniano e all'aggettivo leopardiano 'vago': gli occhi di Lucia non potevano essere descritti meglio.

Salvatore Daniele

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E
«Allora, quello di cui si parlava, spinse l'uscio, e si fece vedere; Lucia, che poco prima lo desiderava, anzi, non avendo speranza in altra cosa del mondo, non desiderava che lui, ora, dopo aver veduti visi, e sentite voci amiche, non poté reprimere un subitaneo ribrezzo; si riscosse, ritenne il respiro, si strinse alla buona donna, e le nascose il viso in seno. L'innominato, alla vista di quell'aspetto sul quale già la sera avanti non aveva potuto tener fermo lo sguardo, di quell'aspetto reso ora più squallido, sbattuto, affannato dal patire prolungato e dal digiuno, era rimasto lì fermo, quasi sull'uscio; nel veder poi quell'atto di terrore, abbassò gli occhi, stette ancora un momento immobile e muto; indi rispondendo a ciò che la poverina non aveva detto, - è vero, - esclamò: - perdonatemi!<br /> - Viene a liberarvi; non è più quello; è diventato buono: sentite che vi chiede perdono? - diceva la buona donna all'orecchio di Lucia.<br /> - Si può dir di più? Via, su quella testa; non fate la bambina; che possiamo andar presto, - le diceva don Abbondio. Lucia alzò la testa, guardò l'innominato, e, vedendo bassa quella fronte, atterrato e confuso quello sguardo, presa da un misto sentimento di conforto, di riconoscenza e di pietà, disse: - oh, il mio signore! Dio le renda merito <br /> della sua misericordia!<br /> - E a voi, cento volte, il bene che mi fanno codeste vostre parole.».<br /> Da: I promessi sposi, cap. XXIV.<br /> Arrivato a questo punto non sono riuscito a frenar le lacrime...
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S
Una lirica con incredibile musicalità di versi, eccelsa similitudine per lo sguardo innamorato che folgora per esprimere amore, seppur vergognoso... Parole scelte con cura che descrivono con intensità il sentimento dell'amore pieno e puro.<br /> Complimenti vivissimi alla tua penna ispirata da un cuore emotivamente intelligente.
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E
Grazie Susanna per la sempre attenta lettura e per il profondo commento! :)

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