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Pro Letteratura e Cultura

Su «Giovane è il tempo» di Lalla Romano, saggio poetico di Stefano Bardi

6 Gennaio 2023, 20:59pm

Pubblicato da Emanuele Marcuccio

Poesia antifascista e “Carriera Alias”

Su «Giovane è il tempo» di Lalla Romano (1906 – 2001)

 

Saggio poetico di Stefano Bardi

 

 

 

 

 

Carriera Alias,

come amore verso Se stessi

e verso Altrui lacrime.

Carriera Alias,

come fraterne carezze

balsamici baci,

e oceanici sorrisi.

Carriera Alias,

come figli, fratelli.

nipoti e fidanzati.

(Stefano Bardi)

 

 

Puerilità! Quotidiani firmamenti chimerici e freschi ansimi reminiscenziali, che sono incarcerati dentro infingardi sorrisi plastici, ovvero la poesia “Era casa mia” di Albano Carrisi. Ingannatori sorrisi artificiali, ovvero acide lacrime emotive, che infettano ardenti amori ed esiliano singhiozzanti carezze, come la poesia “Core schiattusu” del gruppo Briganti di Terra d’Otranto. Puerilità, ovvero balsamiche carezze materne naufragate all’interno di sgualcite foto appannate, come Giovane è il tempo della scrittrice, poetessa e traduttrice Lalla Romano (Demonte, CN, 1906 – Milano, 2001).

Puerilità, ovvero febbrili carni drogate, che accecano palpitanti arcobaleni e segregano screpolati sorrisi, poiché insignificanti lacrime asmatiche. Inutili pianti, a loro volta, come fragili castità interiori, che affogano dentro ebbri e sudici baci. Puerilità fin qui illustrata, più semplicemente, come carbonizzata nebbia fabbricante esanimi silenzi e confusi passi esistenziali. Raffreddati corpi dalle scabre mani, ovvero fraterne carezze compassionevoli, che si perdono dentro sadomaso e gotici baci, ovvero deformi abbracci mutilati. Mostruosi affetti monchi, sotto forma di disadorni granai spirituali, ovvero putride e marce maternità, che navigano su ostici oceani sanguinanti. Pericolosi oceani, come luminose solitudini, che rinvigoriscono senili viali e curano smemorate paure sepolcrali. Rozze mani e acidule carezze, ovvero ignude filastrocche figliali, che picchiano primordiali vagiti primaverili per martirizzare perspicaci bisbigli fanciulleschi. Agre carezze primaverili, queste, che sono partorite da tirannici baci popolati da vacue fratellanze etiche. Rancide carezze, ancora, come ceramici facce mezzadre e cristallini sguardi vitrei, che nuotano dentro lattee foreste taciturne, per morire all’interno di intoccabili pianti chimerici. Inavvicinabili pianti, come vampireschi precipizi psichedelici, che stringono le mani di pallidi feti anoressici, ovvero esultanti abbracci con quiete morti carnali, per rinascere come astratti quadri esistenziali. Puerilità, Giovane è il tempo, come docili sentimenti purpurei, che, con paura tremano dentro fioche luci, come “Amore orfano e bambino” di Paolo Mari Giò. Puerilità, cioè innocenti fratellanze, oggi più che mai, come educativa attuazione della “Carriera Alias” per studenti transessuali/transgender, nelle istituzioni scolastiche e universitarie. “Carriera Alias”, come definitiva sostituzione nominale, ovvero totale cancellazione della nascitura sessualità biologica, poiché concepita sotto forma di muro impedente la crescita emotiva, etica, lavorativa e sociale dei transessuali/transgender. Cancellazione, questa, che consente il cambio del nome sui documenti ufficiali di riconoscimento e la più totale privacy legislativa. “Carriera Alias” ovvero piena espressione di se stessi e totale conoscenza del proprio corpo, come denuncia sociale verso oscuri mondi sessuali popolati da illeciti scambi fotografici con ombre telematiche (sexting), illegali condivisioni videografiche di atti sessuali (pedopornografia), acquisizione dei dati sensibili (Badoo, Meetic, Grindr), vendita dei dati sensibili a piattaforme (Facebook, TikTok, WhastApp) e televisive vendette sessuali (revenge-porn). “Carriera Alias”, questa, che si riveste anche di un significato religioso perché messianica lavanda dei piedi lavante lacerate carni minorenni e preadolescenti (16-17 anni), che sono selvaggiamente stuprate da oscuri demoni detti pedofili. Lavanda dei piedi, questa, come messianica carezza che coccola inconsolabili sguardi e orfani sorrisi, come nella lauda “Sempre tu” di Antonio Cerquarelli. “Carriera Alias”, inoltre, come paradisiaca Verità immergente nell’elisiaco oceano detto Fede, ovvero la preghiera “Atto di fede”. Fede, ovvero quotidiano pane eucaristico partoriente luminosi abbracci e accogliente feroci sputi amicali, come nella lauda “Atto di carità”. “Carriera Alias” cioè mondo LGBTQI ed Eterosessuale, come Anime degne del divino Paradiso, poiché diffondenti buone novelle negli altrui dolorosi cuori terreni, ovvero la lauda “Atto di speranza”. LGBTQI, come oceano d’amore, ovvero “L’acquario” del rapper Piccolo G. Love!

 

Stefano Bardi

 

Bibliografia di riferimento

CERQUARELLI ANTONIO, I calanchi del tempo, Il Sanguerone, Sassoferrato, 2020.

MARI GIÒ PAOLO, Acqua d’asfalto, Gruppo Albatros Il Filo, Roma, 2022.

RINALDI GIOVANNI (PICCOLO G), singolo L’acquario, 2022.

ROMANO LALLA, Giovane è il tempo, Einaudi, Torino, 1974.

TURRIN GABRIELLA MARIA, Pregate, pregate, pregate, Editrice Shalom, Camerata Picena, 2014.

 

 

 

Pubblicato su autorizzazione dell’autore Stefano Bardi che ha dichiarato, sotto la propria responsabilità, di essere proprietario dei diritti sul relativo testo e che la pubblicazione su questo blog è consentita dietro la propria autorizzazione. La pubblicazione – in forma integrale o di stralci – senza corretta attribuzione non è consentita, in assenza del permesso dell’autore.

Immagine pubblicata a fini esclusivamente illustrativi e culturali e non commerciali.


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