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Pro Letteratura e Cultura

Su «Da una sponda all'altra» di Aldo Severini, saggio poetico di Stefano Bardi

12 Dicembre 2022, 14:09pm

Pubblicato da Emanuele Marcuccio

Poesia sociale: trans/drag queen (figli)

Su «Da una sponda all’altra» di Aldo Severini

 

Saggio poetico di Stefano Bardi

 

 

 

 

 

Alle Transessuali e alle Drag Queen,

poiché persone Libere di Amare

e di Vivere come vogliono,

nel pieno rispetto della Legge.

Alle Transessuali e alle Drag Queen,

poiché figlie di Dio e di Maria,

che meritano il Paradiso,

nella beatitudine dei divini Genitori.

(con amore e intensa fratellanza, Stefano Bardi)

 

 

Figli, come rabbiose grida affettive e onesti sudori sociali, ovvero la canzone-poesia “Ho fame” del rapper Piccolo G. Figli, ovvero fastidiosi sguardi omicidi e schiavizzanti ideologie altrui, che rinascono come quiete emozioni pacificatrici, poiché oceaniche gioie riscaldanti sociali razzismi e private lacrime, come nella poesia “Sorella. Lettera in versi” di Marco Bagnerini. Sanguinari occhi intimi, ovvero indigenze affoganti neniosi arcobaleni e carezze soffocanti incolori fotografie affettive, come la preghiera “Alluvione” di Marco Bagnerini. Figli, ovvero passionali eroticità carnali, che purificano tediose lacrime dalle gommose e siliconate emozioni, come nella poesia “Non è normale” del rapper Rosa Chemical. Tediose lacrime più nel dettaglio, come cicatrici dipingenti astiose malinconie e avidi sorrisi patrigni, come nella canzone-poesia “Cicatrici” di Luigi Strangis. Figli, cioè ansiose carezze, che sono alla ricerca di amorose lacrime genitoriali ed etici rispetti sociali, come nell’opera poetica Da una sponda all’altra di Aldo Severini (Falconara Marittima, AN, 1926).

Figli! Timide ombre lunari e inscalabili precipizi psichici, che si nascondono in spente burrasche emotive, poiché arrugginiti pellegrinaggi dalle storpie deformità e inospitali tombe oceaniche, come “Fiore mio” di Paolo Giò Mari. Inscalfibili burroni, anzi incurabili silenzi, che partoriscono metalliche parole incolori incarceranti balsamici oceani esistenziali. Malati silenzi, ovvero pusillanimi e miserevoli rimorsi, come nella poesia “Non detto” di Paolo Giò Mari. Luridi rancori, che cullano emotive carezze decomposte e crucciate ombre inumane, poiché scheggiate ricordanze giornaliere, ovvero robotici sorrisi partoriti da magici occhi blasfemi. Robotici risi, che si cibano con allagati girasoli, ovvero sanguigni fiumi picchiati da calcaree maternità e soffocati con atomiche paternità, per morire dentro carbonizzate albe evangeliche. Figli, questi, ovvero anime errabondanti per eticità sociali e labirintiche intimità eroinomani, come nella poesia “Anima” del rapper DrefGold. Figli severiniani, che ci conducono nel doloroso mondo delle transessuali, ovvero le anatomiche evoluzioni delle donne, come dimostrato dall’ex Hotel “Luca” di Rocca Priora a Falconara Marittima (AN). Luogo, questo, come dimora abusiva di transessuali latino-americane, che vivono di illegale prostituzione sessuale per strada e in casa, ma anche di cocaina/eroina, come spacciatrici, con la sottomissione al clan sinto-rom degli Spinelli. Transessuali, questi, affiancati in generale da stupende drag queen, ovvero persone che indossano vestiti da donna usando teatro, musica e cabaret, come cura di lacrimanti ferite psichiche. Transessuali e drag queen, come denuncia di neofascismo, poiché da essi concepiti come inutili ebrei, ovvero insignificanti emozioni e vacui sorrisi da ammazzare, ma in particolar modo come devianze sociali partorienti depravate carezze, con infettanti affetti e pestilenziali sguardi. Transessuali e drag queen, come affermazione della Famiglia in chiave sociologica, ovvero nucleo di Persone, che educano i propri figli con amore, rispetto e fratellanze. Trans e drag queen, come cancellazione dai documenti di riconoscimento delle diciture “M/F” perché collidente con la vera e unica Natura dell’Uomo, ovvero astratto Spirito racchiuso dentro un corpo carnale, per poi rinascere nella Morte. Trans, come regolarizzazione della prostituzione, poiché lavoro basato su legalità, sanità e tasse. Transessuali e drag queen, come Costituzione della Repubblica Italiana (Articolo 13). Transessuali e drag queen: Love!

 

Stefano Bardi

 

Bibliografia/Discografia di riferimento

AA.VV., Costituzione della Repubblica Italiana, Senato della Repubblica, Roma, 2009.

BAGNERINI, MARCO, Poesie (2015-2019), Autoprodotto, Quasar, Roma, 2020.

MARI GIÒ, PAOLO, Acqua d’asfalto, Gruppo Albatros – Il Filo, Roma, 2022.

RINALDI, GIOVANNI (PICCOLO G), singolo Ho fame, 2020.

ROCATI, FRANCO MANUEL (ROSA CHEMICAL), singolo Non è normale, 2022.

SEVERINI, ALDO, Da una sponda all’altra, Rebellato, Padova, 1972.

SPECOLIZZI, ELIA (DREFGOLD), Elo, Island/BHMG, Londra/Milano, 2020.

STRANGIS, LUIGI, Voglio la gonna, 21co, 2022.

 

 

 

Pubblicato su autorizzazione dell’autore Stefano Bardi che ha dichiarato, sotto la propria responsabilità, di essere proprietario dei diritti sul relativo testo e che la pubblicazione su questo blog è consentita dietro la propria autorizzazione. La pubblicazione – in forma integrale o di stralci – senza corretta attribuzione non è consentita, in assenza del permesso dell’autore.

Immagine pubblicata a fini esclusivamente illustrativi e culturali e non commerciali.


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