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Pro Letteratura e Cultura

Su «La gioia e il lutto» di Paolo Ruffilli, saggio poetico di Stefano Bardi

25 Novembre 2022, 20:00pm

Pubblicato da Emanuele Marcuccio

Poesia antifascista versus HIV/Aids

Su «La gioia e il lutto» di Paolo Ruffilli

 

Saggio poetico di Stefano Bardi

 

 

 

 

A tutti i malati di Aids,

poiché figli, amici

e fidanzati da amare

fino alla fine dei

terreni giorni.

(con affetto, Stefano Bardi)

 

 

HIV! Virus sanguigno partorito da rapporti sessuali occasionali, sangue infetto (ferite anatomiche), aghi non disinfettati (eroina) e genomi del DNA (gravidanza), che conducono alla malattia denominata Aids. Malattia, Aids, come quotidiano piano curato da terapie endovenose e farmaceutiche, che rallentano il virus dell’HIV e allontanano l’abbraccio, con la Morte. Aids, ovvero il poemetto «La gioia e il lutto. Passione e morte per Aids» dello scrittore e poeta Paolo Ruffilli (Rieti, 1949). Aids! Lacerante calvario emotivo e carnale cimitero, che intrappola gracili membra dalle senili carezze avvizzite all’interno di umide lenzuola stropicciate, poiché agghiaccianti lamenti vomitanti cadaverici silenzi intimi e amicali. Calvario, Aids, che deturpa giovani carni mutandole in zombie e obliate emozioni, ovvero incurabili ansie genitoriali dalle lacrimanti nebbie piovane. Incurabili angosce affettive, che socialmente cacciano malati figli, ovvero putrefatte lusinghe e intossicate emozioni per loro ormai, come marci sorrisi inguaribili. Figli, che si mostrano innanzi ai nostri sguardi, come finte allegrie sanitarie e plastici sguardi paradisiaci, ovvero sanguinanti compassioni percorrenti corvini viali sepolcrali, come nella poesia “Vago” di Simone Principe. Figliale strazio, Aids, che muta genitoriali lacrime in balsamiche carezze cicatrizzanti ustionate carni, come la lauda “Complice dei miei giorni” sempre di Simone Principe. Balsamici sorrisi genitoriali, ovvero strazianti nostalgie dipingenti sincere fratellanze, come nella canzone “Nostalgia canaglia” di Albano Carrisi. Figliale-genitoriale calvario, HIV/Aids, ovvero rabbiose grida azzittite e soffocate dentro psichedelici granai astrali, come la canzone “Nike e tuta” del rapper Piccolo G. Aids, «La gioia e il lutto. Passione e morte per Aids», come Anime vacue d’amore e di vita, che camminano insieme a smemorati sguardi emarginati, come la poesia “Anime salve” di Fabrizio De André. Anime, che a volte sono catturate dalla Morte, ovvero elisiaco balsamo per lacerate carni ed eterne resurrezioni per caste emozioni, come nella preghiera “Sulla morte” di Antonio Cerquarelli. Aids! Figli e fidanzati, come Amore!

 

Stefano Bardi

 

Bibliografia/Discografia di riferimento

CARRISI ALBANO, Di rose e di spine, AC Production/Sony Music, Cellino San Marco/New York, 2017.

CERQUARELLI ANTONIO, I calanchi del tempo, Il Sanguerone, Sassoferrato, 2020.

DE ANDRÉ FABRIZIO, Anime salve, BMG Ricordi, Milano, 1996.

DE ANDRÉ FABRIZIO, Tutte le canzoni, Mondadori, Milano, 2006.

PRINCIPE SIMONE, Aria pulita al risveglio, Edizioni Eva, Venafro, 2020.

RINALDI GIOVANNI (PICCOLO G), singolo Nike e tuta, 2019.

RUFFILLI PAOLO, La gioia e il lutto. Passione e morte per Aids, Marsilio, Venezia, 2001.

 

 

 

Pubblicato su autorizzazione dell’autore Stefano Bardi che ha dichiarato, sotto la propria responsabilità, di essere proprietario dei diritti sul relativo testo e che la pubblicazione su questo blog è consentita dietro la propria autorizzazione. La pubblicazione – in forma integrale o di stralci – senza corretta attribuzione non è consentita, in assenza del permesso dell’autore.

Immagine pubblicata a fini esclusivamente illustrativi e culturali e non commerciali.


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