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Pro Letteratura e Cultura

“Giustizia versus Mafia: Libertà. Rosario Angelo Livatino (1990 – 2021)”, saggio di Stefano Bardi

3 Settembre 2021, 14:26pm

Pubblicato da Emanuele Marcuccio

Giustizia versus Mafia: Libertà

Rosario Angelo Livatino (1990 – 2021)

 

A cura di Stefano Bardi

 

Beato Rosario Angelo Livatino (1952 – 1990)

 

 

Introduzione

 

 

Parole, queste, che vogliono essere un ricordo del magistrato canicattinese Rosario Angelo Livatino ucciso dalla Stidda il 21 settembre 1990 perché credeva nella figura del Magistrato come una persona sincera, giusta, mallevadore, obbediente agli insegnamenti del perdono e del castigo divino, ma in particolar modo in quanto ancora oggi chicco di grano che fa nascere luminosi frutti nei cuori altrui. Parole testimoniali, le mie, che vogliono unirsi a quelle di Piero Nava denuncianti l’omicidio mafioso del giudice canicattinese condannando con la sua testimonianza killer e mandanti all’ergastolo. Parole, le mie, come denuncia sociale della moderna Stidda pienamente attiva come negli anni Ottanta, ovvero con la medesima funzione minacciatrice, schiavizzante e omertosa attraverso delitti, acquisizioni governativo-gestionali di attività economiche e aziendali, licenze lavorative e permessi edili, ma in particolar modo attraverso lo stretto legame fra le locali cosche stiddare e il locale potere Amministrativo degli appalti pubblici gestiti da tecnici comunali decisi con favori, patti, scambi elettorali senza scordare estorsioni, minacce, intimidazioni e rappresaglie contro aziende vincitrici regolari appalti pubblici[1], ma in particolar modo fra i boss in carcere e i poteri rappresentanti lo Stato, come avvocati, ispettori di polizia e guardie penitenziarie[2]. Stidda ancora oggi assai pericolosa, che vede fra i vari clan di spicco, quello dei Di Giacomo[3].

 

Stidda ovvero un’organizzazione mafiosa siciliana nata secondo il collaboratore di giustizia Leonardo Messina nella metà degli anni ‘80 e più precisamente, con la morte del boss Giuseppe Di Cristina per opera di fuochi nemici corleonesi, che spinsero i suoi uomini esiliati dalle loro famiglie mafiose nel creare gruppi criminali autonomi composti da criminalità minorile e da picciotti nelle provincie di Caltanissetta, Agrigento e Ragusa con il gioco d’azzardo, truffe, omicidi[4] per espandersi nell’Italia Settentrionale e conquistare l’Europa con estorsioni, corruzioni e collusioni economico-politiche affiancate da criminalità minorili dedite a droga, ladrocini e racket. Stidda, un’organizzazione mafiosa collaborante con Camorra, ‘Ndrangheta, Sacra Corona Unita e alcune famiglie di Cosa Nostra, ma in particolar modo strutturata con un grande capo al comando, che vigilia e coordina i soci di una stessa cellula insieme alle cosche amiche e/o alleate, in modo da inasprire azioni punitive favorendo l’ascensione delle giovani leve negli organi direttivi e mutandole in spietate bestie assassine.

Ventuno settembre 1990, Strada Statale 640 Agrigento-Caltanissetta, viadotto Gasena. Una Ford Fiesta amaranto avvolta dall’afosa calura siciliana affiancata all’improvviso da una Fiat Uno e una moto sputanti fuochi nemici, che colpiscono al costato il conducente della Ford Fiesta amaranto obbligandolo a fermarsi, per fuggire (inutilmente) nel vallone sottostante del guardrail costeggiante il viadotto Gasena. Inutile fuga mutatasi in un gentile “Cosa vi ho fatto, picciotti?” e trasformatasi in sette colpi di pistola, con l’ultimo colpo esploso in pieno volto. Cadavere eccellente brutalmente deturpato, che apparteneva al magistrato Rosario Angelo Livatino (Canicattì, 1952 – Agrigento, 1990)[5] caduto senza scorta mentre andava al lavoro in un agguato stiddaro organizzato dal mafioso e dagli stiddari mafiosi Paolo Amico[6], Domenico Pace[7], Giovanni Avarello[8], Salvatore Calafato[9] e Gaetano Puzzangaro[10] obbedienti alla volontà di Antonio Gallea[11], Giovanni Calafato (collaboratore di giustizia), Salvatore Parla[12] e Giuseppe Montanti[13] in quanto il magistrato canicattinese rappresentava una spina nel fianco per le Famiglie stiddare di Porto Empedocle e Palma di Montechiaro, con l’inchiesta denominata Tangentopoli Siciliana portante al sequestro dei beni mafiosi[14]. Indagini, quelle del magistrato Rosario Angelo Livatino, che fecero emergere nella figura del democristiano mafioso Salvo Lima[15] la “mente” della Sirap, ovvero la Società Regionale nata nel 1983 intorno al comitato d’affari composto da politici e imprenditori locali, con il tacito accordo della Famiglia mafiosa palermitana gestita da Salvatore Riina[16] capace di controllare, pilotare e influenzare miliardari appalti pubblici con cifre come duecento miliardi all’anno dell’economia artigianale locale[17]. Motivo questo da ampliare con un altro di attuale importanza, ovvero la lentezza del Processo Penale troppo rilassato nei confronti della Mafia, che, consente alla Mafia indirettamente e/o volutamente di proliferare, rafforzarsi e pilotare tutte le decisioni economiche, sociali, politiche e legislative[18].  Un uomo giusto, Rosario Angelo Livatino, che credeva ciecamente nella figura del Magistrato come vocazione alla quale obbedire con forza, ardore e remissiva sottomissione perché deve combattere la Mafia con leggi e riforme sociali capaci di curare indigenze socio-economiche, inoccupazioni lavorative e inopie etiche. Fede, questa, portata avanti dal magistrato canicattinese con la spiritualità, come balsamo esorcizzante che partorisce un’inedita Comunità basata sulla compassione, sulla fratellanza e sull’altrui ossequiosità in quanto tutti sono degni dell’accecante volto di Dio, come unica strada per vivere in un Mondo di Luce, Misericordia, Amore e Fratellanza, come mostratoci nella miscellanea a più voci Rosario Livatino. Il giudice santo curato da Domenico Airoma. Figura più nel dettaglio, quella del Magistrato, che fu racchiusa da Rosario Angelo Livatino nella conferenza Il ruolo del giudice nella società che cambia tenutasi al Rotary Club di Canicattì nell’aprile del 1984 e ora conservata insieme con altro materiale, all’interno del volume Rosario Livatino. Sotto lo sguardo di Dio dell’insegnante, accademico e giornalista Michelangelo Nasca. Un Magistrato, secondo il canicattinese, deve essere obiettivamente neutrale, ovvero deve essere in grado di usare precise disposizioni legislative, sociali ed economiche durante i processi, ma in particolar modo deve saper esprimere la propria coscienza politica nata dall’esatto e totale cammino decisionale, ovvero dal frutto partorito da una sua intima considerazione costruita e consolidata durante il tema trattato nel corso di processi penali e/o civili. Un Magistrato, in parole più semplici, come una persona pari a tutte le altre, che deve pagare di persona qualora l’inazione, la svogliatezza e l’incapacità legislativa crei danni ingiustificabili e/o peggio ancora, si macchi di favoritismi, corruzioni e collusioni verso Cosa Nostra, la Stidda e tutte le altre Mafie. Forza, legalità, mistero di fede e consapevolezza del proprio martirio che furono registrati sulle sue agendine, che vanno da gennaio 1978 al 21 settembre 1990, ovvero undici giorni prima dell’omicidio mafioso per mano stiddara. Un Sacrificio, il suo, autonomamente scelto senza così attirare il fuoco nemico sui suoi intimi affetti e compiuto con l’aiuto di Dio, ma in particolar modo come volontaria emarginazione da amori, sentimenti e amicizie perché erano da lui considerati, come luci da non esporre a pericoli mafiosi e stiddari. Emarginazioni che lo esporranno a minacce, intimidazioni, ripercussioni stiddare creandogli paure e allo stesso tempo prove per diffondere i valori biblico-evangelici della compassione, della fratellanza, dell’equità insegnati da Gesù Cristo prima e dopo la sua Resurrezione. Una Strada, nella totale beatitudine del volto di Dio, che lo condurrà al mortale abbraccio stiddaro il 20 settembre 1990 in cui guardò i sicari negli occhi con compassione, fratellanza, amore e dispiacere in quanto per il magistrato canicattinese anche il sicario mafioso più spietato, è in primis una persona degna di essere difesa nel tribunale e degna di ricevere il perdono divino se innocente e/o dopo avere scontato la pena carceraria.

 

Un Sacrificio, quello di Rosario Angelo Livatino, che fu denunciato dall’ex commerciante e ora testimone di giustizia Piero Nava grazie al quale il basista, gli esecutori e i mandanti finirono tutti all’ergastolo. Una Denuncia che gli farà perdere il lavoro e gli procurerà intimidazioni contro la sua persona e i propri famigliari, ma in particolar modo gli procurerà infiniti cambi d’identità in quanto ancora oggi nel mirino della Stidda, come ha raccontato nel suo diario testimoniale Io sono nessuno. Da quando sono diventato il testimone di giustizia del caso Livatino. Una Denuncia che ha mutato le buie strade siciliane in demoniaci tunnel abitati da feroci e glaciali sicari stiddari pronti a ucciderlo, per mostrare la piena potenza della Stidda capace di azzittire tutti coloro che si ribellino a essa e dai quali ne uscirà vittorioso grazie alle intime nostalgie affettive, come battesimali balsami capaci di medicare laceranti ferite ed esorcizzare incolmabili lacrime. Una Data, quella del 30 settembre 1990, rappresentante per Piero Nava la “sparizione” dal Mondo e una nuova Vita fatta di continue fughe, che lo immergeranno in un’ansiosa esistenza animata e popolata da sonnambule paure, sussulti spirituali e fastidi sociali che gli consentiranno comunque di mandare al 41 bis basisti, sicari e mandanti stiddari dell’omicidio del magistrato canicattinese seppur ancora oggi la sua denuncia, ci mostri la totale incapacità statale di proteggere adeguatamente i testimoni di giustizia e le loro famiglie, in quanto non considerati come mafiosi pentiti o dissociati dalla Mafia. Una scarsa protezione statale, quella nei riguardi di Piero Nava, che sarà colmata da lui stesso con le proprie ormai rare e intime amicizie capaci di mutarlo in un balsamico angelo che diffonde i principi della legalità, della giustizia, della sincerità e dell’amore nei cuori oceanicamente accecati da odio, cupidigie e tirannie etico-sociali. Fughe, quelle di Piero Nava e dei suoi familiari, che saranno curate infine con il ritorno in Italia in quanto intima e ardente reminiscenza capace di medicare infezioni, solitudini e lacrime socio-esistenziali provate sulla propria pelle. Martirio, quello del magistrato Rosario Angelo Livatino, denunciato e rimembrato anche poeticamente nel 2018 dalla lirica “Non è stella lucente (Al giudice ragazzino)” conservata nella raccolta Pareidolia dello scrittore, poeta e saggista jesino Lorenzo Spurio. Sangue, quello del magistrato canicattinese, ancora oggi bagnante la Sicilia purificandola da oscuri poteri mafioso-legislativi e illecito-economici, ma in particolar modo medicandola da analfabete nebbie sociali, infettate oceanicità spirituali e omertose urla emotive denominate Stidda, con palpitanti eticità legislative e biblico-evangeliche. Denuncia e commemorazione poetica, queste, che si mostrano ai nostri occhi oggi come armi di lotte socio-legislative, economiche ed etiche contro il legame Stidda-Economia[19], e contro il clan dei Di Giacomo[20], ma in particolar modo contro i clan legati a Cosa Nostra come Vizzini[21], Rinzivillo-Madonia[22], Ribisi[23], Riina (figli)[24] e contro il boss mafioso Matteo Messina Denaro[25]. Un Sacrificio infine, quello di Rosario Angelo Livatino, che deve essere diffuso in quanto arma di guerriglia contro attacchi politico-legislativi[26] e mafiosi[27] volti a far cancellare l’ergastolo ostativo, ma in particolar modo come atto di denuncia contro i nuovi clan emergenti della Stidda e di Cosa Nostra[28].

 

Stefano Bardi

 

Bibliografia di Riferimento:

AIROMA DOMENICO, Rosario Livatino. Il giudice santo, Shalom, Camerata Picena, 2016.

NASCA MICHELANGELO, Rosario Livatino. Sotto lo sguardo di Dio, EMP, Padova, 2020.

NAVA PIERO, Io sono nessuno. Da quando sono diventato il testimone di giustizia del caso Livatino, Rizzoli, Milano, 2020.

SPURIO LORENZO, Pareidolia, The Writer, Marano Principato, 2018.

 

 

 

Pubblicato su autorizzazione dell’autore Stefano Bardi che ha dichiarato, sotto la propria responsabilità, di essere proprietario dei diritti sul relativo testo e che la pubblicazione su questo blog è consentita dietro la propria autorizzazione. La pubblicazione – in forma integrale o di stralci – senza corretta attribuzione non è consentita, in assenza del permesso dell’autore.

 


[1] REDAZIONE, Operazione ''Oro bianco'' nell'agrigentino, 12 arresti, antimafiaduemila.com/home/mafie-news/228-cosa-nostra/81697-operazione-oro-bianco-nell-agrigentino-12-arresti.html, “Antimafia Duemila”, Sant’Elpidio a Mare, 13 gennaio 2021.  

[2] AARON PETTINARI, La Stidda rinata, i buchi del 41 bis e Messina Denaro che decide, antimafiaduemila.com/home/mafie-news/309-topnews/82032-la-stidda-rinata-i-buchi-del-41-bis-e-messina-denaro-che-decide.html, “Antimafia Duemila”, Sant’Elpidio a Mare, 2 febbraio 2021; AARON PETTINARI, Da Messina Denaro a Falsone quando il ''vecchio'' è il nuovo , antimafiaduemila.com/home/mafie-news/309-topnews/82059-da-messina-denaro-a-falsone-quando-il-vecchio-e-il-nuovo.html, “Antimafia Duemila”, Sant’Elpidio a Mare, 3 febbraio 2021; REDAZIONE, Restano in carcere avvocato, compagna del boss e mandante omicidio Livatino, antimafiaduemila.com/home/mafie-news/228-cosa-nostra/82104-restano-in-carcere-avvocato-compagna-del-boss-e-mandante-omicidio-livatino.html, “Antimafia Duemila”, Sant’Elpidio a Mare, 5 febbraio 2021;  REDAZIONE, ''Ingannavano giudici e magistrati'', nei guai le avvocatesse di Canicattì, antimafiaduemila.com/home/mafie-news/261-cronaca/82208-ingannavano-giudici-e-magistrati-nei-guai-le-avvocatesse-di-canicatti.html, “Antimafia Duemila”, Sant’Elpidio a Mare, 12 febbraio 2021; REDAZIONE, Inchiesta Xydi, il Gip conferma i provvedimenti di custodia, antimafiaduemila.com/home/mafie-news/228-cosa-nostra/82431-inchiesta-xydi-il-gip-conferma-i-provvedimenti-di-custodia.html, “Antimafia Duemila”, Sant’Elpidio a Mare, 26 febbraio 2021.  

[3] Rosario Cauchi, Blitz “Stella cadente”, revocati i domiciliari alla moglie di Di Giacomo: Cosca torna in libertà, quotidianodigela.it/blitz-stella-cadente-revocati-i-domiciliari-alla-moglie-di-di-giacomo-cosca-torna-in-liberta/, “Quotidiano di Gela”, Gela, 7 ottobre 2019; Redazione, Blitz contro la cosca Di Giacomo: decine di arresti. Intercettazioni choc/nomi, sicilia.opinione.it/gela-blitz-della-polizia-contro-capi-e-gregari-della-cosca-di-giacomo-50-arresti/, “L’Opinione della Sicilia”, 26 settembre 2019; Redazione, I “leoni” della nuova Stidda con sussidi, 16 arresti, antimafiaduemila.com/home/rassegna-stampa-sp-2087084558/224-giustizia-in-italia/81677-i-leoni-della-nuova-stidda-con-sussidi-16-condanne.html, “Antimafia Duemila”, Sant’Elpidio a Mare, 12 gennaio 2021.      

[4] STIDDA, it.wikipedia.org/wiki/Stidda, “Wikipedia”, 2021.

[5] ROSARIO ANGELO LIVATINO, it.wikipedia.org/wiki/Rosario_Livatino, “Wikiepdia”, 2021.

[6] Redazione, Rosario Livatino, ansa.it/legalita/static/bio/livatino.shtml, ANSA, Roma.

[7] Redazione, Mafia, ecco la lettera del killer di Livatino: “Mi chiamo Domenico Pace, sono palmese….”, grandangoloagrigento.it/mafia/mafia-ecco-la-la-lettera-del-killer-di-livatino-mi-chiamo-domenico-pace-sono-palmese, “Grandangolo”, Agrigento, 21 aprile 2016.

[8] Saul Caia, Livatino, reddito di cittadinanza a familiari killer, ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2020/11/20/livatino-reddito-di-cittadinanza-a-familiari-killer/6010021/, “Il Fatto Quotidiano”, Roma, 20 novembre 2020.

[9] Luigi Arcadipane, I killer di Livatino e la “nuova” vita. “Ogni giorno i conti con i nostri sbagli”, lasicilia.it/news/cronaca/316575/i-killer-di-livatino-e-la-nuova-vita-ogni-giorno-i-conti-con-i-nostri-sbagli.html, “La Sicilia”, Catania, 24 dicembre 2019.

[10] Redazione, Intervista al killer di Livatino, Gaetano Puzzangaro: “Ricordo quando affiancammo la sua auto, lui ci guardò”, grandangoloagrigento.it/primo-piano/intervista-al-killer-livatino-gaetano-puzzangaro-ricordo-affiancammo-la-sua-auto-ci-guardo, “Grandangolo”, Agrigento, 1 gennaio 2018.   

[11] Salvo Palazzolo, Agrigento, il mandante del delitto Livatino in semilibertà aveva riorganizzato la “Stidda”. Un’avvocata portava messaggi dal 41 bis, 22 arresti, palermo.repubblica.it/cronaca/2021/02/02/news/agrigento_il_mandante_del_delitto_livatino_in_semiliberta_aveva_riorganizzato_la_stidda_un_avvocata_portava_messaggi_dal-285500329/, “La Repubblica”, Roma, 2 febbraio 2021.  

[12] Redazione, Mafia, rigettata istanza di scarcerazione del killer di Livatino: “Condizioni di salute compatibili”, agrigento.gds.it/articoli/cronaca/2021/01/12/mafia-rigettata-istanza-di-scarcerazione-del-killer-di-livatino-condizioni-di-salute-compatibili-002a408d-77a2-470e-b7ef-4598fb48d452/, “Giornale di Sicilia”, Palermo, 12 gennaio 2021.

[13] F.Q., Permesso premio al mandante dell’omicidio del giudice Rosario Livatino: è polemica, ilfattoquotidiano.it/2020/09/15/permesso-premio-al-mandante-dellomicidio-del-giudice-rosario-livatino-e-polemica/5932847/, “Il Fatto Quotidiano”, Roma, 15 settembre 2020.

[14] LEGGE ROGNONI-LA TORRE, it.wikipedia.org/wiki/Legge_13_settembre_1982,_n._646, “Wikipedia”, 2021.

[15] SALVO LIMA, it.wikipedia.org/wiki/Salvo_Lima, “Wikipedia”, 2021.

[16] SALVATORE RIINA, it.wikipedia.org/wiki/Salvatore_Riina, “Wikipedia”, 2021.

[17] Dario Di Gesù, La quinta mafia, la Stidda, uccise Rosario Livatino, il giudice ragazzino di cui aveva paura, ilgazzettinodisicilia.it/2017/09/21/rosario-livatino/, “Il Gazzettino di Sicilia”, Palermo, 21 settembre 2017.  

[18] Gianni Parlatore, 30 anni fa l’omicidio Livatino, il giudice che spaventava la mafia, gnewsonline.it/trenta-anni-fa-lomicidio-livatino-il-giudice-che-spaventava-la-mafia/, “Giustizia Newsonline”, Roma, 21 settembre 2020 

[19] Paolo Borrometi, “A Vittoria gli imprenditori cercano i clan…” Rivelazioni shock, fra affari, avvocati “amici” ed elezioni inquinate, laspia.it/vittoria-gli-imprenditori-cercano-clan-rivelazioni-shock-fra-affari-avvocati-amici-ed-elezioni-inquinate/, “La Spia”, Modica, 28 agosto 2017; Redazione, Mafia, il ritorno al potere della Stidda. In totale 70 arresti e 200 indagati, agrigentooggi.it/mafia-il-ritorno-al-potere-della-stidda-in-totale-70-arresti-e-200-indagati/, “Agrigento Oggi”, Agrigento, 26 settembre 2019; Gerlando Cardinale, “Le mani della Stidda sugli affari lombardi” condannato l’imprenditore, agrigentonotizie.it/cronaca/mafia/palma-operazione-leonessa-condannato-imprenditore.html, “Agrigento Notizie”, 20 aprile 2021.    

[20] Redazione, Le mani del clan Di Giacomo su Gela estorsioni, edilizia, droga, armi, spaccio, discoteca, lasicilia.it/news/caltanissetta/285434/le-mani-del-clan-di-giacomo-su-tutta-gela-estorsioni-edilizia-droga-armi-spaccio-discoteca.html, “La Sicilia”, Catania, 26 settembre 2019; Davide Falcioni, Mafia, maxi blitz a Gela contro il clan Di Giacomo: 500 uomini pronti a “scatenare una guerra”, fanpage.it/attualita/mafia-maxi-blitz-a-gela-contro-il-clan-di-giacomo-500-uomini-pronti-a-scatenare-una-guerra/, “Fanpage.it”, Napoli, 26 settembre 2019. 

[21] Redazione, Stidda e mafia unite per conquistare Busto, varesenews.it/2011/04/stidda-e-mafia-unite-per-conquistare-busto/121714/, “Varese News”, Gazzada Schianno, 1 aprile 2011.

[22] CLAN RINZIVILLO, it.wikipedia.org/wiki/Rinzivillo, “Wikipedia”, 2021; Redazione, Caltanissetta, sequestro da 2,5 milioni per un uomo ritenuto vicino al clan Rinzivillo di Gela, palermo.repubblica.it/cronaca/2019/10/08/news/caltanissetta_sequestro_da_2_5_milioni_per_un_uomo_ritenuto_vicino_al_clan_rinzivillo_di_gela-237960636/, “La Repubblica”, Roma, 8 ottobre 2019; Gela, colpo al clan mafioso Rinzivillo: dieci arresti, fra loro un pentito, palermo.repubblica.it/cronaca/2018/04/26/news/gela_colpo_al_clan_mafioso_rinzivillo_dieci_arresti-194830699/, “La Repubblica”, Roma, 26 aprile 2018; Redazione, Roma, in appello sconti di pena ai membri del clan Rinzivillo, roma.repubblica.it/cronaca/2019/06/05/news/roma_in_appello_sconti_di_pena_ai_membri_del_clan_rinzivillo-228046927/, “La Repubblica”, Roma, 5 giugno 2019.

[23] Redazione, Mafia, confisca dei beni e sorveglianza speciale per il boss Ribisi, agrigentonotizie.it/cronaca/mafia/palma-mafia-confisca-di-beni-e-sorveglianza-speciale-per-il-boss-ribisi-15-febbraio-2018.html, “Agrigento Notizie”, Agrigento, 15 febbraio 2018.

[24] GIOVANNI FRANCESCO RIINA (figlio), it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Riina, “Wikipedia”, 2021; Redazione, Ergastolo per il figlio di Totò Riina, repubblica.it/online/cronaca/riinadue/figlio/figlio.html, “La “Repubblica”, Roma, 23 novembre 2001; GIUSEPPE SALVATORE RIINA JUNIOR (figlio): Nino Amadore, Mafia/Cassazione: Cosca Riina jr fa parte di Cosa nostra, ninoamadore.blog.ilsole24ore.com/2009/02/12/mafiacassazione-cosca-riina-jr-fa-parte-di-cosa-nostra/?refresh_ce=1, “Il Sole 24 Ore”, Milano, 12 febbraio 2009; Nino Amadore, Salvuccio Riina: dimenticatevi di me, ninoamadore.blog.ilsole24ore.com/2013/04/20/salvuccio-riina-dimenticatevi-di-me/, “Il Sole 24 Ore”, Milano, 23 aprile 2013; MARIA CONCETTA RIINA (figlia): Redazione, Mafia, confisca di beni da un milione e mezzo a moglie e figli di Totò Riina, palermomania.it/tag/news/maria-concetta-riina.html, “PalermoMania.it”, Palermo, 23 marzo 2019.     

[25] MATTEO MESSINA DENARO, it.wikipedia.org/wiki/Matteo_Messina_Denaro, “Wikipedia”, 2021; Giorgio Bongiovanni, Matteo Messina Denaro, il boss di Cosa nostra protetto dallo Stato-Mafia, antimafiaduemila.com/rubriche/giorgio-bongiovanni/83322-matteo-messina-denaro-il-boss-di-cosa-nostra-protetto-dallo-stato-mafia-2.html, “Antimafia Duemila”, Sant’Elpidio a Mare, 18 aprile 2021.

[26] Redazione, Eliminare l’ergastolo ostativo significa arrendersi alla mafia, antimafiaduemila.com/home/opinioni/234-attualita/76133-eliminare-l-ergastolo-ostativo-significa-arrendersi-alla-mafia.html, “Antimafia Duemila”, Sant’Elpidio a Mare, 12 ottobre 2019; Redazione, Incostituzionale l’ergastolo ostativo: per Aiello e Morra una decisione pericolosa, antimafiaduemila.com/home/mafie-news/254-focus/83272-incostituzionale-l-ergastolo-ostativo-per-aiello-e-morra-una-decisione-pericolosa.html, “Antimafia Duemila”, Sant’Elpidio a Mare, 15 aprile 2021; Giorgio Bongiovanni; Aaron Pettinari, Lombardo: “Ergastolo ostativo compatibile con nostra Carta costituzionale”, antimafiaduemila.com/home/primo-piano/84811-lombardo-ergastolo-ostativo-compatibile-con-nostra-carta-costituzionale.html, “Antimafia Duemila”, Sant’Elpidio a Mare, 9 luglio 2021; Redazione, Giustizia: su ergastolo ostativo siamo con Cartabia, “Radicali.it”, Roma, 19 aprile 2021.   

[27] Redazione, Giuseppe Graviano ha scritto una lettera al ministro della Giustizia, antimafiaduemila.com/home/mafie-news/309-topnews/84325-giuseppe-graviano-ha-scritto-una-lettera-al-ministro-della-giustizia.html, “Antimafia Duemila”, Sant’Elpidio a Mare, 14 giugno 2021.

[28]            Redazione, Processo a clan Ventura contro la Stidda: inflitte condanne per oltre 100 anni, antimafiaduemila.com/home/mafie-news/306-giustizia/84600-processo-a-clan-ventura-contro-la-stidda-inflitte-condanne-per-oltre-100-anni.html, “Antimafia Duemila”, Sant’Elpidio a Mare, 29 giugno 2021; Redazione, Operazione “La bella Vita” a Caltanissetta: smantellato nuovo sodalizio di Cosa Nostra, antimafiaduemila.com/home/mafie-news/228-cosa-nostra/84601-operazione-la-bella-vita-a-caltanissetta-smantellato-nuovo-sodalizio-di-cosa-nostra.html, “Antimafia Duemila”, Sant’Elpidio a Mare, 29 giugno 2021.

 


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