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Pro Letteratura e Cultura

“San Giovanni Paolo II, 2 aprile 2005 – 2021. Un Papa sempre in mezzo a noi”, saggio di Stefano Bardi

26 Marzo 2021, 20:23pm

Pubblicato da Emanuele Marcuccio

San Giovanni Paolo II, 2 aprile 2005 – 2021

Un Papa sempre in mezzo a Noi

 

A cura di Stefano Bardi

 

 

San Giovanni Paolo II (1920 – 2005)

 

 

Introduzione

 

 

Due aprile 2005 – 2021, sedici anni sono passati dalla dipartita dell’immenso e unico Karol Wojtyła al quale sono fortemente legato dedicandogli queste mie intense, sentite e commosse parole da intendere come un omaggio e una celestiale, per far scomparire questo oscuro e demoniaco virus pandemico facendo rinascere l’amore, la gioia e la compassione nei cuori dei terreni figli che eternamente lo contemplano.

 

Città del Vaticano, 2 aprile 2005, ore 21:37[1], un silenzio assoluto in Piazza San Pietro rotto solo dal funereo canto delle campane della Basilica annuncianti ai fedeli raccolti in strada con i visi feriti da calde lacrime la notizia che non avrebbero mai voluto sentire, ovvero la dipartita dell’immenso e unico san Giovanni Paolo II (1920 – 2005).

Un Papa, San Giovanni Paolo II, che più di tutti ha vissuto nelle sue carni la Passione di nostro signore Gesù Cristo nella notte di Pasqua vedendolo risorgere per la salvezza degli uomini, ovvero ha trasformato il suo arcano dolore nella divina misericordia, che muta i propri dolori psico-fisici nella dolorosa prova d’amore verso Dio. Papato il suo compiuto come un sacerdote, ovvero come un balsamico, compassionevole e fraterno padre emanante parole prive di odio, astio e malvagità, ma in particolar modo vacue di qualsiasi rancore verso i suoi nemici e ancora oggi risonanti nei nostri cuori attraverso l’opera postuma Un pensiero al giorno del 2005, che raccoglie tutte le sue orazioni tratte dagli Angelus, dalle Omelie, dalle Epistole Apostoliche e da altri documenti che saranno da me analizzati attraverso gli argomenti più importanti del suo papato. Parole calde come il mare che abbracciano gioiosamente povertà, infezioni ed emarginazioni in quanto rappresentano insieme ai carnali dolori, la dolorosa prova d’amore verso Dio, ma in particolar modo simboleggiano la purificante ed esorcizzante Luce capace di infondere l’Amore nella grande famiglia terrena denominata Comunità Cristiana. Famiglia, la Comunità Cristiana, composta da esistenze simboleggianti i Figli di Dio perché mossi da amore, dolcezza, fratellanza e delicatezza emotiva nei confronti dei terreni fratelli ricchi materialmente ma poveri spiritualmente da curare con il carnale digiuno e la condivisione del pane quotidiano, in quanto simboleggianti il Corpus Christi in grado di mutarci in moderni Evangelisti capaci di divulgare la Legge di Dio nel Mondo attraverso lo studio, la comprensione e la divulgazione delle Sacre Scritture, ma in particolar modo attraverso la preghiera. Atto di Fede, la quotidiana contemplazione divina, intesa da san Giovanni Paolo II come l’unica Via capace di diffondere la pace nei sofferenti e piagnoni, ma in particolar modo negli avidi cuori mutandoli in terreni fratelli appartenenti tutti a un’unica Madre. Pace più nel dettaglio, che deve essere partorita dalle sofferenze e lacrime fisiche, in quanto abbaglianti luci balsamiche capaci di far scaturire comunanza sociale, attenzione etica e bontà. Un secondo tema riguarda nuovamente la pace come unico Amore capace di esorcizzare il male materiale e spirituale, ma in particolar modo come energia da diffondere nel Mondo attraverso la divulgazione del Vangelo perché potenti energie purificatrici con le quali farci carico delle lacrime, ferite e fraterne tribolazioni per condurle alla Vita eterna. Testi, i Vangeli, che ancor oggi più nel dettaglio ci mostrano l’Amore come ricerca del fraterno dolore in quanto i poveri e gli indigenti si mostrano a noi, come l’unica Strada da percorrere per aprire il cuore alla misericordia abbandonando per sempre le false materialità, poiché solo Dio è fonte saggia e sapiente dalla quale abbeverarsi per la Vita eterna. Amore questo, che può e deve essere diffuso, compreso, consumato solo da balsamici cuori in grado di capire, adorare, idolatrare, offrire, soffrire e mendicare, ma in particolar modo di guidare i sofferenti spiriti verso dolcezza, sincerità, verginità e giustizia in quanto anch’essi degni di assaporare il dolce frutto della Vita eterna. Un terzo tema di attuale contemporaneità è quello della Famiglia vista da san Giovanni Paolo II, come un vivo Atto di Fede capace di guidare ed educare i figli attraverso la contemplazione della beata Vergine Maria e la glorificazione del dolore altrui come simbolo del Messia crocifisso, per costruire la vera Chiesa intesa come Comunità governata dai giovani attraverso l’elemosina e la fiducia etica. Missione di vitale importanza per i giovani che devono realizzarla con la diffusione delle Sacre Scritture nei fraterni cuori altrui, poiché preziosi scrigni religiosi e letterari animati da balsamici dialoghi, accecanti giustizie e ardenti indulgenze. Sacre Scritture che devono essere affiancate dal culto della beata Vergine Maria come potente energia e abbagliante luce partoriente balsamico amore che cura avidità, cattiveria, aggressività e abusi, ma in particolar modo Madre partoriente mondi animati da uomini che convertono gli avidi cuori con parole bibliche, evangeliche, apostoliche, sociali ed etiche. Un quarto e ultimo tema è la Parola di Dio intesa da san Giovanni Paolo II come un’energia animata da amnistie e condoni, ovvero curativi balsami per le lacerazioni etico-sociali e fraterne energie riconcilianti anonimi affetti intimo-amicali nel nome della Giustizia capace di salvaguardare i diritti, alimentare gli umili e ricompensare chi cammina in nome della Luce di Dio. Giustizia terrena e celestiale allo stesso tempo da attuare attraverso la Famiglia in quanto simbolo della Sacra Famiglia, ovvero l’unica Via per condurre tutta l’umanità nella beatitudine di Dio, in nome dell’universale e fraterna pace capace di liberare gli uomini da ingiustizie, sottomissioni, barbarie e fratricidi. Famiglia nuovamente ripresa da san Giovanni Paolo II come abbagliante Luce che diffonde la pace nel Mondo, ovvero la novella letizia dell’amore fraterno. Amore, ovvero Gesù Cristo in quanto unica Luce capace di partorire inedite esistenze oneste e compassionevoli, ma in particolar modo verginee sorgenti spiritualmente condonali e rappacificanti di astiosi cuori. Sorgente, Gesù Cristo, che vive nel nostro cuore attraverso la sapienza intesa da san Giovanni Paolo II come diffusione della Parola ed educazione all’elemosina, in quanto uniche Vie per conquistare l’ultraterrena eticità. Elemosina che deve essere conquistata dai terreni Figli di Dio attraverso l’adorazione del Crocifisso, ovvero la remissione dei peccati, la purificazione spirituale e la divulgazione del messaggio evangelico della fratellanza, dell’amore e della misericordia. Adorazione, quella del Crocifisso, come quotidiana testimonianza dell’eternità, dell’amore e della fratellanza all’interno della moderna società materialistica, cibernetica e bestemmiatrice, ma in particolar modo come diffusione della storia umano-ultraterrena del Messia racchiusa nelle Sacre Scritture e dal santo Papa Giovani Paolo II intese come universi animati da abbracci, sostentamenti, sorrisi e carezze, ma in particolar modo come vitale sorgente per il riconoscimento e il perdono dei propri peccati.

 

Messaggi questi e altri, che, come detto all’inizio sono stati diffusi da San Giovanni Paolo II con le vesti del sacerdote, ovvero con gli abiti di un padre ispirandosi per questo suo sacerdozio al personaggio biblico ed evangelico per eccellenza san Giuseppe di Nazareth da lui studiato, analizzato e diffuso attraverso le parole raccolte nel 2011 nell’antologia postuma San Giuseppe negli insegnamenti di Paolo VI e di Giovanni Paolo II, a cura di Padre Gennaro Citera e Padre Tarcisio Stramare. Figura, san Giuseppe di Nazareth, come il perfetto ed eccellente padre illuminato che custodisce le verità esistenziali per i figli, ovvero l’umiltà, la semplicità e la povertà in previsione della loro eterna esistenza post mortem. Padre, anzi protettore della sua Famiglia e della sua Prole dai sanguinosi sguardi, dalle depravate emozioni e dalle pregiudizievoli carni in nome del divino amore, ma in particolar modo simboleggiante l’illuminato Profeta della propria Famiglia, come un universo animato grazie alla Fede da balsamiche sollecitudini, antiveggenze etiche e stimolazioni sociali nei confronti della fraterna compassione. Padre, protettore e perfetto sposo che diffonde nei cuori la Fede intesa come messaggio di speranza, redenzione ed eternità, ma in particolar modo come dogma e principio alla base della Chiesa Cristiana concepita da san Giovanni Paolo II come una balsamica, purpurea, cristallina, verginea e amorevole Famiglia a sua volta ingravidante i terreni seni materni, con l’interazione infusiva dello Spirito Santo. Fede più nello specifico e nel dettaglio, come purificazione delle lacrime spirituali, delle ferite carnali e delle indemoniate spiritualità, ma in particolar modo come consapevolezza che i figli una volta partoriti non sono più proprietà del terreno padre, ma, solo e unicamente Figli di Dio che premia i terreni genitori, con la loro mutazione in moderni Apostoli. Figli a loro volta sposi delle proprie fidanzate e future mogli, ovvero si muteranno come i terreni padri in novelli Apostoli capaci di diffondere vita, misericordia e umanità, ma in particolar modo capaci di sacrificarsi carnalmente e spiritualmente per i terreni fratelli cibandosi delle lacrime, delle ferite e delle sofferenze psico-fisiche. Sacrificio esistenziale, quello della prole genitoriale, che può (e deve) essere conquistato e consumato attraverso il maritaggio, in quanto simboleggianti marito e moglie, la Sacra Famiglia biblico-evangelica per eccellenza, poiché al pari di Giuseppe e Maria animati da cristallina, purpurea e candida onestà spirituale. Sacra Famiglia, Giuseppe e Maria, in cui il terreno custode del futuro Figlio di Dio utilizza il lavoro come educazione peccatoria perché capace di partorire e animare vite immaterialmente oscure, vacue, fragili e inumane, ma in particolar modo come fabbisogno economico ed etico-sociale per la propria famiglia e prole, in nome della Vita eterna dopo la carnale, terrena e materiale dipartita. Pentimento peccatorio, sostegno socio-economico e lavoro come rigenerazione esistenziale perché in grado di unire la Fede con la Vita, ovvero le intime esigenze terrene con l’Universale bene comune. Lavoro quello di san Giuseppe di Nazareth mosso dal nobile spirito del Messia così da abbracciare, coccolare, propagare la Parola di Dio attraverso l’amore fraterno, le compassionevoli lacrime sociali e le spirituali quieti celesti. Parola di Dio usata in special modo dal terreno padre del Figlio di Dio ancora oggi, come un dolce e curativo balsamo per il cuore dei nostri figli così che possano loro stessi purificare, curare ed esorcizzare le loro oscure brume durante il cammino per la conquista della Vita eterna nel volto di Dio. Figura infine quella di san Giuseppe di Nazareth, che sarà lodata, glorificata e osannata in prima persona da san Giovanni Paolo II attraverso preghiere da lui composte in cui è rappresentato, come un’energia donante protezione agli intimi affetti e sorrisi misericordiosi, ai bisognosi, ma in particolar modo come un Maestro che diffonde un profondo messaggio di Vita, di un mondo animato da amore, lavoro, speranza e fraterna unione affettiva. Preghiere, le sue, in cui nuovamente san Giuseppe di Nazareth è mostrato come il protettore delle famiglie, ovvero luce eterna, paradisiaca, beatitudine, ardente misericordia e balsamica compassione di Vita eterna per i nostri figli.

 

Storia (in parte) e papato quelli fin qui descritti, che, sono ben riassunti nella canzone italiana cantautoriale e popolare incominciando dalla canzone “Un uomo venuto da lontano” tratta dall’album Decenni del cantautore e compositore Amedeo Minghi, in cui assistiamo commossi al cammino terreno di san Giovanni Paolo II dove la dolorosa, sanguinante e inumana ferita di Auschwitz è rivissuta nel dolore Universale post bellico animato da fraterna avidità affettiva, spirituale indulgenza esistenziale e mortale infezione carnale da Lui curate, con calorosi abbracci, liberatorie carezze, purificanti sorrisi e redentrici parole, come si evince dalle canzoni “Una fumata bianca” tratta dall’album omonimo della cantante Alida Ferrarese e “Papa Giovanni” tratta dall’antologia La Storia del cantante Enrico Musiani. Canzoni che possono e devono essere affiancate da altri testi, come per esempio “Non abbiate paura” di Matteo Setti e “Grazie padre” di Eric Matteucci, ma in particolar modo dalla potente “Roma, 2 Aprile, 2005” tratta dall’album Cercami nel Cuore della Gente del cantautore, attore, scrittore e poeta salentino Albano Carrisi (Cellino San Marco, 1943). Poesia in musica, la sua, in cui leggiamo il messaggio papale di san Giovanni Paolo II in tutta la sua potenza, ovvero l’Amore come energia capace di curare le lacrime spirituali più lancinanti e di medicare le ferite carnali più dolorose, ma in particolar modo di partorire l’anima all’interno di un Mondo divorato da assordante silenzio, corrotta religiosità e accecante emarginazione.

Stefano Bardi

 

Bibliografia, Discografia e Sitografia

PAPA GIOVANNI PAOLO II, Un pensiero al giorno, Shalom, Camerata Picena, 2005 e 2011 (postuma).

AA. VV., San Giuseppe negli insegnamenti di Paolo VI e di Giovanni Paolo II, Shalom, Camerata Picena, 2011.

CARRISI ALBANO, Cercami nel Cuore della Gente, Albano Carrisi Production, Cellino San Marco, 2007.

FERRARESE ALIDA, Una fumata bianca, Fonola Dischi, Arona, 2009.

MINGHI AMEDEO, Decenni, EMI Italiana, Milano, 1998.

MUSIANI ENRICO, La Storia, Fonola Dischi, Arona, 2011.

 

 

[1] PAPA GIOVANNI PAOLO II, it.wikipedia.org/wiki/Papa_Giovanni_Paolo_II, “Wikipedia”, 2021.

 

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