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Pro Letteratura e Cultura

Recensione edita a Emanuele Marcuccio, Ingólf Arnarson, in Nazario Pardini, Lettura di testi di autori contemporanei. Volume IV 2015 – 2018, The Writer, 2019

11 Ottobre 2020, 13:50pm

Pubblicato da Emanuele Marcuccio

Un poeta non deve mai lasciarsi condizionare dal marketing, dal consumismo o dalle mode del tempo, la sua ispirazione non sarebbe più spontanea e sincera, deve bensì lasciar parlare la propria anima, senza alcun condizionamento.

Emanuele Marcuccio, Pensieri Minimi e Massime, Photocity, Pozzuoli, 2012.


Recensione a Emanuele Marcuccio: Ingólf Arnarson

Di Nazario Pardini

 

 

Già abbiamo letto, introdotto o commentato opere e sillogi di Emanuele Marcuccio, mettendone in evidenza la sana scrittura, la puntualità lessicale, la inventività creativa, e la documentazione culturale. In questa nuova avventura letteraria il Nostro si confronta con il genere drammatico: un dramma in poesia. Storia, epicità, fluidità del dettato lirico,  habitus, confluenza del pathos dell’autore nella costruzione della psiche e dell’azione dei personaggi. Una vera metamorfosi cristallina che la dice lunga sulle capacità analitico-introspettive dello scrittore. Il panorama Islandese, ambientazione della vicenda, ci mette del suo, tramite quadri misteriosi e sfumature di verdi brumosi, nel concretizzare l’azione e l’autonomia dei protagonisti in questione. Un’opera che invita a  riflettere sull’uomo, sulle sue debolezze, la sua storia; un messaggio di vita e di libertà che scaturisce da una versificazione sciolta, suadente e convincente, dove la trama si dipana in un climax di forza e visività. Gli stessi cori del dramma, di ispirazione greca, rinunciano in gran parte alla loro storica aulicità per acquisire un linguaggio volutamente semplice, popolare, attuale a vantaggio dell’economia estetica ed etica dell’opera. Ingólf Arnarson. Dramma epico in versi liberi, il titolo della tragedia che si sviluppa su un tracciato di un Prologo e cinque atti. 
 
Nazario Pardini1
 
 
1 Nazario Pardini, “Recensione a Emanuele Marcuccio: Ingólf Arnarson”, in Id., Lettura di testi di autori contemporanei. Volume IV 2015 – 2018, The Writer, 2019, p. 516.
 
 
Nazario Pardini (Arena Metato, PI, 1937), ordinario di Letteratura Italiana, poeta, scrittore, saggista e critico letterario. Sue poesie sono presenti in importanti antologie tra le quali Delos. Autori contemporanei di fine secolo (1997), Poeti e Muse (1995 e 1996), Campana (1999) e Dizionario Autori Italiani Contemporanei (2001). Amplissima la sua produzione poetica: Foglie di campo. Aghi di pino. Scaglie di mare (1993), Le voci della sera (1995), Il fatto di esistere (1996), La vita scampata (1996), L’ultimo respiro dei gerani (1997), La cenere calda dei falò (1997), Sonetti da sempre (1999), Alla volta di Lèucade (1999), Radici (2000), D’Autunno (2001), Dal lago al fiume (2005), L’azzardo dei confini (2011), Dicotomie (2013). Molti i premi vinti, fra cui il “Città di Pisa” (2000), il Cinque Terre (2012), il Portus Lunae (2012), e la prestigiosa Laurea Apollinaris (2013). È fondatore, curatore, e animatore di “Alla volta di Lèucade”, importante blog culturale, punto d’incontro della comunità letteraria.

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