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Pro Letteratura e Cultura

“Famiglia e terra. La poesia di Albano Carrisi”, saggio di Stefano Bardi

9 Ottobre 2020, 07:29am

Pubblicato da Emanuele Marcuccio

Famiglia e Terra

La poesia di Albano Carrisi

A cura di Stefano Bardi

 

 

 

Introduzione

 

 

Saggio dedicato alle mie ataviche e ancestrali origini conservate a Cellino San Marco, ma in particolar modo al mio intimo sangue affettivo che ancora oggi attraverso la poesia di Albano Carrisi difende la casa, la terra e la campagna cilinara dalle umane, industriali, sociali e politiche infezioni.

 

 

Cellino San Marco, piccolo paese di 6.420 abitanti accarezzato da inverni miti bagnanti i visi dei contadini nelle albe mattutine e arso da afose estati capaci di ferire, stuprare, scarnire e decomporre le dolci puerilità che corrono spensierate nella strada ubriacandosi di sole. Piccolo paesino, Cellino San Marco, che genitorialmente scorre atavicamente e ancestralmente nelle mie vene, seppur il sottoscritto nato nell’anconetano a Chiaravalle nel 1985. Paesino mezzadro infine, Cellino San Marco, dalla tranquilla vita paesana immersa nell’arte romanica e cinquecentesca, ma in particolar modo accarezzata dalla dolce, aspra e nostalgica poesia dell’attore, cantautore, scrittore e poeta Albano Carrisi o più semplicemente Al Bano qui nato nel maggio del 1943 e che ci regala poesie sulla famiglia e sulla terra.

Tematica, quella della famiglia, che è trattata nelle poesie “Ciao papà” e “Madre mia” dedicate ai defunti genitori, per poi concludere come si vedrà con le poesie “Un sasso nel cuore” e “Un pugno nell’anima” dedicate alla figlia scomparsa Ylenia Carrisi. Poesia la prima, dove il padre Carmelo Carrisi è rappresentato dal figlio poeta, come un’eterna ombra ultraterrena ancora oggi accompagnante il figlio nel suo terreno cammino e come un ulivo secolare diffondente con le sue larghe braccia il fraterno rispetto, ma in particolar modo come una luce in grado di mutare le oscure brume spirituali in accecanti arcobaleni che allo stesso modo delle ferite, consumate e incurabili mani dei contadini diffondono i valori dell’amore, della libertà, dell’onestà e della fratellanza etico-sociale. Ricordo quello del padre Carmelo Carrisi affiancato da quello della madre Jolanda Ottino recentemente scomparsa nel 2019 e dal figlio poeta dipinta, come una divina creatura capace di diffondere i valori della Vita e della gioia, ma in particolar modo come una maga capace di stregare e sottomettere il firmamento celeste con intense, palpitanti e fanciullesche melodie capaci di curare le brumose, lacrimanti, sanguinanti e cadaveriche melodie spirituali del figlio poeta. Padre e madre infine rimembrati insieme alla figlia Ylenia Carrisi ancora oggi lacerando il suo cuore perché simboleggiante, la sua intima e dolorosissima Via Crucis fino al Monte Golgota. Via Crucis dal Carrisi poetizzata nella poesia “Un sasso nel cuore” realizzata insieme al chitarrista di flamenco Paco de Lucia, che muta il mite paesino di Cellino San Marco in un cimiteriale e cadaverico universo dalle velenose fragranze, poiché il ricordo della figlia si è mutato come ci mostra nella poesia “Un pugno nell’anima” solo e unicamente, in un doloroso pugno spirituale. Pugno qui simboleggiante l’avida e tirannica Croce rappresentando la figlia Ylenia nel cuore del padre come un’immortale luce invisibile, un freddo e intoccabile amore, un’incolmabile gioia oceanica e un’inanimata melodia affettiva, poiché gli si mostra come un’intoccabile ombra delle caotiche. Poesie “Un sasso nel cuore” e “Un pugno nell’anima” che assumono un significato universale caricandosi di valori spirituali per ognuno di noi, poiché il sasso e il pugno simboleggiano le irrecuperabili, intoccabili, irreplicabili e incurabili assenze esistenziali che soffocano le nostre gioie, luminosità, purezze e verginità durante il terreno cammino, per poi essere eternamente vissute e consumate durante l’eterno riposo abbracciati da Hypnos e Thánatos al dolce suono dell’arpa di Pandora.

Tematica quella della famiglia affiancata dalla terra in chiave metafisica, intimo-affettiva e territoriale. Chiave di lettura la prima, che è sviluppata dal poeta attraverso le liriche “Le mie radici” e “Le radici del cielo” dove Cellino San Marco è dipinto come un oscuro universo eternamente abitato da vacuità, stoicismi, falsità, artificialità e cecità, ma in particolar modo da brumose e sanguinanti puerizie curabili unicamente dalla cristallinità aerea e dalla spirituale balsamicità del mare Ionio. Chiave di lettura la seconda, che è sviluppata dal poeta attraverso le liriche “La zappa picca pane pappa” ed “Era casa mia”. Lirica la prima in dialetto brindisino dai toni autobiografici e sociali, che dipinge la campagna cilinara come uno strumento di denuncia nei riguardi della massacrante, sanguinosa e mortale esistenza mezzadra dei contadini cilinari dal poeta vissuta in prima persona, per poi abbandonarla definitivamente il sette maggio 1961 alla conquista del successo artistico-musicale. Lirica la seconda in lingua italiana, che è un omaggio alla sua casa natale ancora oggi presente e ormai disabitata a Cellino San Marco sita in Via Giuseppe Di Vittorio. Casa natale mostrataci come una vecchia fotografia in bianco e nero animata da ragazzi dai chimerici sguardi, da fanciulle dalle commoventi fragranze e da esistenze cadavericamente vive, ma in particolar modo da nostalgiche brume spiritualmente eterne capaci di far rivivere al poeta cilinaro balsamiche, caste e puerilità incompiute. Chiave di lettura la terza infine, che è sviluppata attraverso le liriche “Cara terra mia” e “Notte a Cerano” dove è denunciato l’inquinamento ambientale nel brindisino a causa di mani colme di illegalità, stupefacenti, liquami e veleni, ma in particolar modo da scellerate politiche chimico-industriali che mutano i naturali paesaggi brindisini in camposanti popolati da cupidigie, sconsacrazioni, decomposizioni e infezioni. Lirica questa trattante anche la tematica dell’ecologia culturale poi ampliata e trattata nel 2015 da Papa Francesco, nell’enciclica epistolare Laudato si’. Ecologia culturale, quella carrisiana e papale, che è intesa come una strada maestra in grado di recuperare, difendere, salvaguardare e trasformare il passato storico non in turismo turistico-alberghiero, ma, in un universo capace di raccogliere il passato e trasformarlo in un linguaggio educativo attraverso la realizzazione di musei, biblioteche, archivi e altri luoghi socio-culturali nati dalla fusione fra il linguaggio scientifico e popolare. Ecologia culturale concepita come un dovere sociale, che deve mutare l’ambiente in una Comunità basata sull’appartenenza etica, sulla ricchezza della povertà, sull’altruismo emotivo, sulla cittadinanza decontaminata e sulla lotta all’ecomafia, ma in particolar modo sul principio bel bene comune inteso come un balsamo capace di depurare, decontaminare e medicare le infettate ferite ambientali in modo così da impreziosire, abbellire e divinizzare le umili esistenze capaci di riscaldare il cuore degli emarginati, ovvero in grado di far nascere un nuovo legame Ambiente-Uomo. Legame che deve però basarsi sulla salubrità sanitaria, sulla mitezza sociale e sulla fratellanza economico- lavorativa, ma in particolar modo che ci mostri l’ambiente per quello che è in realtà, ovvero la contemplazione della compassionevole, affettiva e fraterna Parola di Dio.

Tematiche queste da me trattate, che trovano un’applicazione pratica nell’area boschiva cilinara denominata Curtipitrizzi che dal 1969 in poi si trasformerà nella sua attuale residenza affettiva e azienda vinicola denominata “Tenute Al Bano”. Azienda vinicola e rurale, che contiene il terzo aspetto poetico sempre presente nelle sue liriche, ovvero quello riguardante l’antica tradizione culinaria brindisino-cilinara attraverso la Masseria Didattica Curtipitrizzi. Fattoria quest’ultima ancora oggi diffondente l’antica tradizione culinaria mezzadra, ma in particolar modo mostrataci da Albano Carrisi come un’arma di difesa e salvaguardia dell’ambiente attraverso la conoscenza floreale e faunistica della Foresta Oritana, l’apprendimento dell’antica produzione vinicola e la divulgazione dell’antica tradizione culinaria.

 

Stefano Bardi

 

 

Discografia e Bibliografia di Riferimento:

CARRISI ALBANO, Antologia 2 LP, Londra, EMI, 1974.

CARRISI ALBANO-POWER ROMINA, Atto I, Libra, 1975.

CARRISI ALBANO-POWER ROMINA, 1978, Libra, 1977.

CARRISI ALBANO-POWER ROMINA, Felicità, Milano, Baby Records, 1982.

CARRISI ALBANO-POWER ROMINA, Che angelo sei, Milano, Baby Records, 1982.

CARRISI ALBANO-POWER ROMINA, Libertà!, New York, Warner Music Group, 1987.

CARRISI ALBANO-POWER ROMINA, Fragile, New York, Warner Music Group, 1988.

CARRISI ALBANO-POWER ROMINA, Emozionale, New York, Warner Music Group, 1995.

CARRISI ALBANO, Verso il sole, Milano, WEA, 1998.

CARRISI ALBANO, Le radici del cielo, Milano, Edel Italia Srl, 2005.

CARRISI ALBANO, Cercami nel cuore della gente, Cellino San Marco, AC Production, 2007.

CARRISI ALBANO, Amanda è libera, Cellino San Marco, AC Production, 2011.

CARRISI ALBANO, I capolavori di papà Al Bano, Castelfranco Veneto, Klasse Uno Edizioni, 2014.

PAPA FRANCESCO, Laudato si’, Camerata Picena, Shalom, 2015.

 

 

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